#ioloraccolgo, l’hashtag per rendere virale la civiltà

#ioloraccolgo

di Erika Pusceddu

Tra le infinite possibilità che offre internet, ci sono loro: i mitici social network. Facebook, Twitter, Pinterest, Google+ spesso diventano un vero e proprio ring in cui si sfidano post discutibili, video virali e “food porn”, in mezzo a “selfie”, dichiarazioni d’amore, critiche politiche e cronache calcistiche. Cosa succederebbe, però, se si puntasse a creare una diffusione virale ecosostenibile?

È sostanzialmente questo quello che sta alla base del progetto #ioloraccolgo del 22enne genovese Alessandro De Chirico, laureato in “Comunicazione, Innovazione e Multimedialità” presso l’Università di Pavia, dove tutt’ora risiede e continua a studiare. La sua idea è quella di far diventare virale l’idea di raccogliere rifiuti altrui, postando una foto online con l’hashtag #ioloraccolgo.

“Io lo raccolgo, anche se non è mio!”

Ci siamo chiesti quale fosse la storia di #ioloraccolgo e Alessandro ha deciso di raccontarcela nei minimi particolari. “Mi trovavo sulle sponde del Ticino, qui a Pavia, perché quel giorno mi ero preso un po’ di tempo per me, volevo finire un libro. A un certo punto, però, mi guardai intorno e mi resi conto di essere circondato da spazzatura di ogni tipo. Decisi che, prima di andare via, avrei ripulito tutto, nonostante quei rifiuti non fossero miei. Quel luogo mi stava dando tanto e non si meritava di rimanere in quelle condizioni”.

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Alessandro De Chirico

Un bellissimo gesto di civiltà, quello di Alessandro, che gli ha fatto scattare una scintilla: “Dopo aver ripulito, istintivamente ho aperto twitter e ho condiviso una foto con l’hashtag #ioloraccolgo. Arrivato a casa mi sono reso conto che se la mia azione fosse stata virale, sarebbe stata bellissima e tutti insieme avremmo potuto ‘ripulire il mondo’. Nel giro di qualche giorno ho tirato su il sito web che è ancora online all’indirizzo: www.ioloraccolgo.com“.

Come ogni progetto, anche quello di Alessandro ha ricevuto critiche e lui ci tiene a sottolineare alcune cose: “#ioloraccolgo non deve diventare un modo per puntare il dito, per sottolineare che ‘qui le istituzioni non hanno lavorato’, ma solo come mezzo per sensibilizzare i propri conoscenti e i propri contatti affinché compiano anche loro lo stesso gesto”. Non è semplice, tuttavia, superare l’imbarazzo che si può creare quando si raccoglie qualcosa da terra. “Io stesso, mentre raccolgo i rifiuti di altri, provo sempre un piccolo senso di vergogna. Però, alla fine, se il gesto fosse condiviso da più persone, o dai miei amici, mi sentirei più sicuro, no?”

Come ultimo problema, Alessandro si è chiesto: “Come posso ridurre l’impatto ambientale dei miei tweet e la relativa emissione di CO2?”. È così che ha deciso di segnalare e affidarsi ai siti Treenation e Treedom.

Anche noi di Green Onions abbiamo supportato il progetto. Vi invitiamo a controllare la nostra pagina Twitter per “vedere per credere” e ritwittare!

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